I MILLE RIVOLI DELLA STORIA
Foto di Paolo Summa |
Le file negli hub vaccinali, quelle fuori dai locali per farti controllare il green pass, i coprifuoco e i controlli della polizia. L’incertezza di non sapere domani se potremo rimanere attaccati al nostro tanto caro e prezioso stile di vita fatto di corse affannose e miraggi da raggiungere, chimere da inseguire, illusioni a cui siamo ormai troppo legati.
Forse quell’altra storia, quella dei libri, non è vero che di tanto in tanto rimanga ferma e silente per poi ripartire di colpo. Forse la storia dei libri e delle tv semplicemente prende mille, migliaia, milioni di rivoli differenti, incanalandosi nelle nostre piccole storie. Allora succede che nessuno la nota mentre scorre, nessuno si accorge che continua ad andare avanti. Ognuno, giorno per giorno fa le sue scelte, scrive il suo personale libro che magari non leggerà mai nessuno, ma non si accorge che quello che sta scrivendo è una piccola, piccolissima parte della storia che si insegna a scuola, della storia che forma le correnti politiche, della storia che viene tramandata nei secoli. D’altra parte come si potrebbe pensare il contrario. Nessuno pensa che le sue azioni realmente scrivano i grandi eventi dell’umanità. Nessuno, o quasi.
Qualcuno invece è consapevole che lui stesso rappresenta un piccolo rivolo di quel grande fiume maestoso in cui tutti gli esseri umani dall’alba dei tempi sono coinvolti. Lo sa e piano piano cerca di raggruppare tanti piccoli rivoli, formando torrenti e poi via via ingrossandone la portata fino a che l’acqua del tempo non straborda, inondando campi che apparivano deserti.
Oggi scelgo di andare a fare benzina, in coda, dietro la signora preoccupata che chiede al benzinaio quanto tempo ci vorrà, per smaltire quell’interminabile coda di auto.
"Signora, vede da lei quante macchine ci sono. Ci sono tutte le pompe occupate."
Risponde continuando:
"Pensi che stamattina un'autoambulanza ha chiesto di passare avanti per prendere la benzina per andare a Bari e stava per scoppiare una rissa."
Chiedo al benzinaio:
“Ma correte il rischio di rimanere senza benzina, domani ci sarà?”
Risponde lui:
“Veramente già stasera finiremo tutto e poi non si sa perché hanno chiuso alcune raffinerie.”
Un giorno forse mi recherò nello stesso luogo, in coda con altre centinaia di persone, con una tanica da riempire, per mandare avanti il gruppo elettrogeno di casa. Un giorno forse scambierò quella tanica piena con un sacco di farina.
Domani. Forse domani nessuno si ricorderà più nulla. Se tutti i libri andassero distrutti, se tutti i supporti tecnologici fallissero, chi si ricorderà più di noi e di chi c’era prima. Forse sarà il nonno che racconta le storie vicino al camino a far rimanere vive le vestigia del passato. Oppure saranno le canzoni dei menestrelli e le poesie imparate a memoria a raccontare le gesta degli avi.
La storia, quella vera, la scrivono le persone con le loro scelte, con le loro paure e le loro emozioni. La scrivono i soldati che decidono di premere il grilletto, la scrivono le persone quando decidono se usare l’auto o la bici per andare a fare la spesa, la scrivono le persone, la scriviamo noi. E se noi lo sapessimo, se ne fossimo consapevoli, potremmo unire i nostri piccoli rivoli, rendendoli fiumi dalle forti correnti, togliendo l’acqua della storia, la nostra acqua, dalle mani di chi pensa solo ad in infilarsi in tasca più banconote possibile.
Paolo Summa
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